mercoledì 6 febbraio 2008

Exeter Fetus e la Zebra G

Exeter Fetus è un piccolo racconto muto di 5 pagine che ho realizzato l'anno scorso ispirandomi al linguaggio enigmatico dell'alchimia. La storia è poi apparsa su Spaghetti, rivista digitale a cura di Marco Corona. In questa illustrazione, ho ripreso il personaggio di Exeter Fetus per sperimentare il pennino Zebra G, il più usato dai fumettisti giapponesi. Questo strumento è morbidissimo, modulabile quasi come se fosse un pennello. Il disegno è fortemente ispirato ai soggetti di Alberto Martini, in particolar modo quelli realizzati per l'Inferno della Divina Commedia edita dai fratelli Alinari nel 1922. Il tratteggio è anche frutto di studi che ho effettuato sui lavori di Basil Wolverton, uno dei fumettisti a cui sono maggiormente legato.

12 commenti:

ADRIO THE BOSS ha detto...

G R A N D E ! ! !

è UN PICCOLO CAPOLAVORO!

Maurizio Ercole ha detto...

Adrio, ti ringrazio del generoso complimento. A questa illustrazione vorrei dare un seguito... conto di farlo al più presto.

Fabio ha detto...

Very very alieno!

I tratteggi sono molto bacilieriani ma il testone alieno è gajardo!!!

nuvoleonline ha detto...

BELLISSIMO!
e a me ricorda parecchio il caro vecchio Go Nagai!

baci,
c.

Maurizio Ercole ha detto...

Fabio, Bacilieri è molto bravo e il paragone, anche solo nei tratteggi, per me è un grosso complimento.

Ciao Claudio, è un piacere risentirti... Nagai è uno dei miei preferiti, facile che abbia assimilato alcune cose del suo stile... anzi a riguardare il disegno, mi viene in mente che c'è una vignetta di Devilman che ha quasi la stessa espressione...

silvano ha detto...

Come feeling a me ricorda + le incisioni rinascimentali che Wolverton ... ma mi piace !

Maurizio Ercole ha detto...

Ciao Silvano, il riferimento principale sono proprio le incisioni del passato. In particolar modo quelle alchemiche che per tematica e stile, assieme a quelle del'Ars Moriendi, della Danza Macabra e dei mostri in genere, sono le mie preferite.

Matt Neverno ha detto...

Bello. Non c'è che dire.. Continua con questo pennino che ti riescono magici!

Karswell ha detto...

EAT HIM! EAT HIM!

ADRIO THE BOSS ha detto...

maurizio!!!
rispondo tardissimo al tuo post sul mio resoconto della biennale di venezia...

purtroppo baseliz se non sbaglio, era buttato in un corridojo arcuato insieme a vedova...
impossibile goderne i lavori...
purtroppo il catalogo costa un boato e credo non ci siano nemmeno.

certo anche io sono ottimista e vedo sempre del buono...
solo che ormai l'arte, dato che è alla portata di tutti, deve anche essere solamente una trovata troppo poco studiata (vedi il salone con i tirassegno, vedi le caramelle per terra dove io stavo per essere scannato perche le raccoglievo invece il bello dell'opera è proprio il disegno che viene a crearsi con la sottrazione da parte deel pubblico delle caramelline).

sono comunque soddisfatto della mia trasferta, ho comprato parecchi cataloghi, ricordini e devo dire e ribadire che i giardini erano purtroppo "troppo" commericali e l'arsenale troppo "politico"
non volermene, anzi se vuoi parlarne mi fa piacere, saresti uno dei pochi che conosco che ci sono stati (e vengo dall'accademiaaahsahshshas)
ciaoooooooooooooo

ADRIO THE BOSS ha detto...

purtroppo per baseliz, se un' esposizione non è curata, io i quadrinon riesco a godermeli é_è

Maurizio Ercole ha detto...

Ciao Matt, grazie per il suggerimento, ne ho in previsione altri.

Karswell, it seem something like King Kong... :D

Adrio, alla Biennale Arte di Venezia, nonostante sia criticata da amici, conoscenti e mass media... continuo ad andarci volentieri. Tra le opere più o meno discutibili, ho sempre trovato qualcosa di interessante. Un esempio è Baseliz, erano anni che speravo di vedere i suoi quadri da vicino. Stessa emozione ricevuta un paio d'anni fa per le opere di Philip Guston...